¨*:•Blog.•:*¨
Una caduta dal terzo piano è dannosa quanto una dal centesimo. Se proprio dovrò cadere, che sia da un punto molto alto...
¨*:•Mi racconto.•:*¨
Kira'stickers
Blogger: Aislin
Nome: Camilla Trainini
Semplicemente me...
¨*:•Commenti.•:*¨
ElicaFuturista in e i stèll g'hann la...
ZenonZatura in Chiacchiere.
Aislin in Dal blog di Michela,...
utente anonimo in Dal blog di Michela,...
StoryKeeper in Dal blog di Michela,...
deianira1988 in Dal blog di Michela,...
StoryKeeper in Era da tanto che non...
¨*:•Ho scritto:•:*¨
oggi
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
¨*:·Amo...·:*¨
Fabio, prima di tutto, e la mia famiglia; poi viene il resto. Amo la notte e le stelle, che tante volte mi sono state da guida durante i periodi più difficili; amo il silenzio che avvolge tutto dopo la mezzanotte, la luce della luna attraverso la mia finestra. Amo guardare il cielo d'inverno, quando il freddo penetra fin nelle ossa ma l'aria sembra così pura e limpida. Amo la civetta che, d'estate soprattutto, canta mentre va a caccia sui tetti davanti a me. Amo camera mia, profumata d'incenso e di libri... Made by kira83
¨*:·Odio...·:*¨
La falsità e l'ipocrisia sopra ogni cosa. Odio chi crede di essere il migliore in ogni cosa che fa, l'arroganza, e la mancanza di umiltà. Odio la maleducazione, chi interrompe i discorsi altrui e soprattutto chi non ascolta quando qualcuno gli si rivolge. Odio la superficialità dilagante in questo mondo, odio chi si ritiene intellettualmente superiore agli altri e chi giudica senza sapere. Odio chi crede di aver capito tutto di una persona in base al suo comportamento e alla sua facciata esterna. Odio chi è convinto di aver sempre ragione, e che la sua opinione sia sempre la più importante. Oltre a questo, odio sommamente gli insetti...e i cavoli. Ariel's Graphic
¨*:•Frasi•:*¨
Poiché siamo costretti tra le sbarre di una prigione la nostra non è la disdicevole fuga del disertore di fronte al nemico, ma la legittima evasione del prigioniero..." J.R.R. Tolkien



Atreiu: “Perchè Fantasia muore ?” Gmork: “Perchè la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni, così il Nulla dilaga” Atreiu: “Che cos’è questo Nulla ?” Gmork: “E’ il vuoto che ci circonda, è la disperazione che distrugge il mondo e io ho fatto in modo di aiutarlo.” Atreiu: “Ma perchè ?” Gmork: “Perchè è più facile dominare chi non crede in niente e questo è il modo più sicuro di conquistare il potere.”



"La piu' grande aspirazione dell'uomo sul piano sociale e' la sacrosanta liberta' di vivere senza aver bisogno di lavorare"



"The greatest thing you'll ever learn is just to love and be loved in return"



Il tuo cuore è libero, abbi il coraggio di seguirlo.

¨*:•Time after time.•:*¨
¨*:•Stickers.•:*¨
Adottato su Ariel's Graphic
¨*:•Link Vari.•:*¨

Free Tibet

Nightwish – Sleeping Sun
¨*:·Qui è là.·:*¨

¨*:•Visite.•:*¨
Mi hanno trovato in *loading*.
Vi ringrazio di esservi fermati!
¨*:•Copyright.•:*¨
Images by: Pro Corbis
Template by: Ariel's Graphic

La citazione è tratta dal repertorio di Luigi Pirandello.
¨*:•sabato, 28 giugno 2008.•:*¨
In dreams he came that voice which calls to me .....

                                        .... and speaks my name....

...I am the mask you wear....


Sing once again with me our strange duet....

Your spirit and my voice
In one combined...


Sing my angel of music...

postato da: Aislin alle ore 21:15 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•sabato, 28 giugno 2008.•:*¨
Oggi è una di quelle giornate in cui uno vorrebbe buttar tutto dalla finestra e scappare. O almeno, credo sia capitata a tutti questa sensazione di voler prendere il primo treno, aereo, nave...e arrivare chissà dove, senza nessuno, senza niente.

Non ho combinato nulla, avrei dovuto fare gran parte di petrarca ma è ancora lì che mi aspetta; credo che studierò bene tutto il resto e terrò il mostro finale come ultima prova. Ma oggi proprio non ce la faccio a concentrarmi, ho troppi pensieri in testa, troppa voglia di fuggire e trovare ciò che cerco. Sono uscita alle 4 e mezza, fuori c'erano sì e no 40 gradi...quando sono salita in macchina non oso immaginare quanti fossero, ma nonostante tutto stavo benissimo. Avevo il serbatoio pieno e sarei potuta andare ovunque, una sensazione che per un attimo mi ha calmata; ho acceso il motore, la radio, dentro la retro e poi via. E anche se il metallo del cambio mi ustionava ero calma e felice.

...ma poi penso che tutto quello che sto facendo lo faccio per il mio scopo, non ho sopportato cinque anni di liceo per mollare ora solo perchè non ho voglia di sudare.

...e poi mi chiedo: vale davvero faticare in questo modo? non esistono vie più rischiose che mi diano ciò che voglio? Il mondo può attendere o me lo lascio sfuggire negli anni migliori?

E' lì, ma non posso prenderlo, posso solo guardarlo in vetrina come un bel giocattolo e aspettare che arrivi natale...

E tra tutto questo mi chiedo, anche gli altri hanno dei sogni? Come li vogliono realizzare? Cosa vogliono per il loro futuro?


Io voglio vivere

Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l'anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare


Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene
emozione nuova senza nome
la ragione che ci invita a continuare
per questo problema non ho soluzione
io mi sento vittima e carceriere
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Forse la coscienza, il senso della vita
sta in mezzo a mille notti o forse più
non servirà a tradire semplicemente amare
qualsiasi cosa che ti dà di più

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
postato da: Aislin alle ore 20:05 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•lunedì, 23 giugno 2008.•:*¨

Carlo Rivolta (1943-2008)





E' quasi come se Socrate fosse morto di nuovo insieme a questo attore straordinario.
Ho avuto la fortuna di assistere a tre dei suoi spettacoli, l'Apologia di Socrate, il Critone ed il Fedone, e lo spirito del filosofo aleggiava nel teatro; l'avevamo incontrato dopo la rappresentazione, ci aveva spiegato la sua passione per Socrate e la sua "missione" di spiegarlo ai giovani, aveva gli occhi che brillavano.
In scena, si rivolgeva al pubblico: quando passava lasciava dietro di sè un profumo speziato, quasi di zenzero... e poi quella barba, quei capelli, quel portamento...
Lo ricordiamo tutti con grande affetto e stima, poichè per il nostro cuore quello era proprio Socrate...


postato da: Aislin alle ore 00:10 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•domenica, 22 giugno 2008.•:*¨
Guardando il GP di Formula1, si parlava di Briatore.

" Troppo facile dire solo che è un bidone, di quelli ce ne son tanti, ma nessuno arriva a quel livello"

"...già hai ragione, di solito si fermano tutti in Parlamento..."
postato da: Aislin alle ore 16:57 | Permalink | commenti (1)
categoria:
¨*:•martedì, 10 giugno 2008.•:*¨
Dal blog di Michela, ecco le carte di identità degli studenti della Cattolica XD

La Elena (conosciuta anche come burbera femmina) è un essere di piccole dimensioni e con i piedi altrettanto piccoli, diffuso soprattutto nella Bassa Bresciana; essa vive li per tutto l'anno e si sposta solo saltuariamente e nel periodo dei saldi. Le Elena ha un guardaroba che si estende per chilometri, tant'è che occupa quasi tutta la sua tana. La Elena ama distinguersi con cerchietti, cinture e scarpe dello stesso colore, ballerine con fiocchi o stivali bassi che invece sembrano alti. La Elena è molto sospettosa verso gli esemplari maschi ai quali spezza frequentemente il cuore allontanandosi con gli occhiali da sole che non mancano mai nella sua borsa a tracolla. La Elena è solitamente un essere tranquillo ma alcuni studiosi dicono di averne visto un esemplare affrettarsi verso piazz.le arnaldo..se ne ignora il motivo. Le persone che sono satte in contatto a lungo con una Elena si dividono in tre categorie: chi fa lingue alla Cattolica, chi lavoro in gelateria e chi è addirittura emigrato all'estero...A chiunque voglia avvicinare una Elena si consiglia di avvicinarlesi muovendosi a spina di pesce per non far capire da dove viene e soprattutto travestito da ragazza.

La Chiara, meglio conosciuta con il nome ma-si-quella-alta-con-la-maglia-a-righe, è un'essere lungo e con le gambe ancora più lunghe che abita le zone lacustri alle quali è davvero moooolto attaccata. All'interno del suo territorio la si vede spesso folleggiare al volante di un suzuki suscitando ilarità fra i passanti, data la sproporzione fra lei e il veicolo. Il suo manto è nero e rosso a strisce per quasi tutto l'anno ma qualcuno giura di averla vista vestita in tinta unita.. (notizia non confermata..). La Chiara sembra apparentemente innocua e ama rintanarsi nella sua tana a studiare latino: studi recenti hanno dimostrato come un'esemplare di Chiara Srisciata avvistata a Toscolano Maderno, abbia dimostrato un inconcepibile interesse verso lo stoicismo senecano.. bah.. Ma in realtà la Chiara è un essere normalmente sociale: in passato infatti amava accompagnarsi ad un esemplare di Silvia Occhinfuori, ora estinta; la compagnia attuale della Chiara è costituita da una grande varietà di esseri, tra cui un esemplare inconfondibile di Elena.

L'Alessandro, meglio noto con il nome di si-il-capellone-di-lettere-classiche-ma-si-dai-è-solo-lui-che-ha-i-capelli-lunghi, è un essere che popola le pianure desolta della franciacorta. Si è scoperto di recente che ama costruirsi la casa con i Rocci, costosissimi dizionari di greco antico, di cui è assiduo lettore e compratore (in realtà è usanza degli Alessandri avere a che fare con il greco.. basti pensare ad Alessandro magno, al verso alessandrino..); nel nostro caso specifico questa abbondanza di dizionari è un lascito del branco dell'Alessandro. L'alessandro, come già detto, è fisicamente riconoscibile dalla folta chioma liscia invidiata soprattutto dagli esamplari di Elena, dalla borsa blu ormai a pezzi e dai maglioncini (ne possiede a centinaia..alcuni dicono di averlo visto aggirarsi con un maglioncino con le renne..).L'Alessandro è solito accompagnarso con tre categorie di persone: l'esemplare adulto di Pattoni, un piccolo branco di quelli-che-fanno-lettere-classiche oppure uno sparuto sgruppo di ma-si-gli-altri tra cui sono spesso presenti un'Elena e a volte persino una Chiara.


La Camilla altresì detta quella-magra-amica-della-marta, si distingue dalla merendina omonima per l'assenza di carote, l'aspetto per niente tondeggiante e il colore. infatti la Camilla ha un colorito davvero chiaro che spesso tende a nascondere con enorme felpe equivoche e multicolori. L'esemplare di Camilla Unicatt in effetti è spesso avvistata con una felpa variopinta dal cappuccio davvero singolare: una delle caratteristiche della Camilla cercare spesso di travestirsi da folletto dei boschi tirando su il suddetto cappello, dall'inconfondibile terminazione appuntita. Accessori indispensabile della Camilla più diffusa è una grande borsa militare resa insollevabile da millemila spille e qualche teschio (controllate bene.. la Camilla Unicatt è stata vista con una Skullpen!.. astuta la creatura..). La Camilla è un essere solitario che non si vede in giro molto spesso ma ama stare in compagnia di una Marta Ricciuta (con la quale spesso divide il mezzo con cui si sposta)..altri giurano di averla vista sui treni più svariati o in compagnia con un esemplare di Fabio, notoriamente la specie prediletta dalla Camilla.
postato da: Aislin alle ore 21:05 | Permalink | commenti (4)
categoria:
¨*:•lunedì, 09 giugno 2008.•:*¨
Riporto quanto scritto sul Blog della Jamy, ovvero il resoconto dettagliato del nostro pomeriggio infernale... Prendo il suo perchè fa morire dal ridere, mentre il mio sarebbe stato un commento troppo acido da far sciogliere splinder!


"Cami
,permettimi di scrivere della nostra disavventura...In data odierna due studentesse modello di cui ometteremo il nome per la legge sulla privacy,si sono recate nella biblioteca della cattolica a studiare l'una dante e l'altra il genitale femminile,scelto apposta per l'occasione..Queste due amabili e mirabili pulzelle,schiacciate dal peso della cultura,decidono di parcheggiare nel luogo più prossimo alla facoltà...cosicchè abbandonano il veicolo in piazzale arnaldo e indi si recano con allegro cipiglio al tempio dello studio..Il pomeriggio passa veloce tra studio e esseri non el tutto umani dalla risata nervosa e strozzata-si pensa infatti siano imparentati coi gremlins n.d.a.-..e quando la soave voce dell'alto parlante annuncia la chiusura del locale di li a poco,le due ignare figliuole fanno ritorno alla vettura. O almeno cosi vorrebbero.In lontananza infatti  si para innanzi loro lo spettacolo di tavole imbandite nel bel mezzo della strada  dove prima erano parcheggiate le auto. La fanciulla dall'aspetto etereo e fatato esprime il suo stupore e la sua disapprovazione con parole fino ad allora a lei sconosciute:"porca puttana,dove cazzo è finita la mia auto???!!!sti stronzi per una festa dimmmerrrrda!"E infatti l'allegro piazzale bresciano si stava preparando per accogliere la crem de la crem de bresa,anche noti nel mondo come "tamarri","tazzorri","burinotti di paese" e altri epiteti che ne definiscono l'essenza più vera.Alquanto alterate le ragazze si avvicinano al vigile per chiedere informazioni,e l'unto ma tuttavia cortese protettore dell'ordine pubblico disse che la rimozione era stata effettuata,dal momento che il cartello comunicava l'iniziativa serale."Ma dov'è codesto cartello?"esclamarono in coro le due affascinanti eroine.E gli fu indicato.Si.Su un foglio non più grande del cervello di un criceto,posto su un palo imboscato in mezzo ai cespugli,in calligrafia bifidamente piccola...il comune di brescia comunicava ai suoi amati,strapaganti tasse e stressati cittadini,che le macchine dalle 16.30 del pomeriggio non potevano sostare in quel parcheggio.Benissimo,le due graziosissime giovani,chiamano un taxi e vengono lasciate in via villaggio violino n 88,dove un signore dalla mente offuscata dalla senilità e da un'innata propensione al disordine,compila-sbagliandolo-un modulo coi dati della richiedente...e prendendosi gioco di loro indicando la poco lontana fermata del bus,apre l'arrugginito e sinistro cancello dietro al quale erano celate le prigioniere deportate.Svoltato l'angolo la bianca puledra-nota anche come bmw-le aspettava e le ha salutate con uno sbarberellare di fanale,commossa alla loro vista.A bordo della fiammante Rasputin,codesto è il reale nome,le due meravigliose e sbaluginanti studentesse fecero ritorno alle rispettive abitazioni,burlate dal sistema e soprattutto per l'eterea proprietaria del mezzo,beffata pergiunta dal salato pagamento del deposito,oltre che dal quello der regolarissimo parcheggio.Cosi si conclude la storia e la morale che ne traiamo è:fai come cazzo ti pare perchè tanto te la mettono in quel posto lo stesso.La prossima volta cami la si piazza proprio in mezzo a piazza loggia... ;p  Ho voluta metterla giù dal lato comico,piuttosto che dal quello assurdo e stupido della nostra città.. Ai posteri l'ardua sentenza..."
postato da: Aislin alle ore 21:26 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•domenica, 08 giugno 2008.•:*¨
Storiella scritta(ancora l'anno scorso) sulla mia fantastica e celeberrima ladra Maryan, di Silmaril...



Una testa fece capolino dall’intricata massa di cespugli cresciuti al margine del sentiero. Si voltò verso destra, verso sinistra: un vociare lontano andava via via disperdendosi, tutto sembrava tranquillo. La giovane figura cercò di rialzarsi, combattendo non senza difficoltà contro i rami spinosi che le si erano incastrati nei vestiti.
“Ma porc…ahi! Staccati… che dia… ahi! Odio i ro… ahi!! Dannazione!!”
Dopo aver imprecato per qualche minuto abbondante riuscì finalmente a liberarsi: osservò la strada deserta con fare meditabondo, mentre finiva di togliersi le ultime spine dai capelli. Si portò una mano alla bocca ed emise un breve fischio; dopo qualche secondo, un paio di metri più avanti, un cane da caccia dal pelo lucido e marrone chiaro spuntò dalla vegetazione, raggiunse la la ragazza con nonchalance e le si sedette di fronte, aspettando.
“Penso che dovremmo andare…di là” disse, facendo un passo verso nord “Però, ripensandoci, forse è meglio per di là”. Si voltò di centottanta gradi e avanzò verso sud, inchiodando nuovamente.
Il cane intanto osservava la padrona pazientemente, tenendo la lingua penzolante e ansimando per il caldo. Si stiracchiò e si mise comodo.
La Mezz’elfa intanto parlava tra sé “…a nord sono corse le guardie che ci inseguivano, a sud c’è la città da dove siamo scappati…ci sono, andiamo a est!”
Si voltarono entrambi a guardare l’est: oltre il la strada battuta (ed i cespugli spinosi) la vista si perdeva in un fitto bosco senza alcuna traccia di sentieri. Idem era per l’ovest.
Il cane sbadigliò, Maryan gli si sedette accanto.
“Tu che dici?” gli chiese. Glendir non rispose, si limitò ad appoggiarle il muso su una gamba aspettando le coccole. Lei lo accarezzò per qualche secondo, poi d’un tratto scattò in piedi come allarmata. L’animale brontolò scocciato ma Maryan non se ne curò, era troppo intenta ad ascoltare:
“Stanno tornando le guardie, meglio toglierci di qui” esclamò “vieni Glendir, dobbiamo muoverci”.
Partirono correndo verso sud, verso il paese che già aveva avuto modo di conoscerli il giorno prima. Incredibile quanti nemici ci si procuri in una sola giornata lavorativa, aveva pensato Maryan: sbarcata la notte precedente, alle ore 18 del pomeriggio stesso era già riuscita a farsi ricercare dalle guardie per i motivi più astrusi.
“Se siamo fortunati, percorrendo la spiaggia arriveremo al porto e da lì prenderemo la prima nave utile verso l’Ovest” pensò mentre correva giù per il sentiero, con il cane al suo fianco.
Arrivata alla scogliera dovette rallentare: la milza le doleva e non aveva più fiato,ma nonostante ciò era consapevole di non potersi fermare. Si piegò un attimo appoggiandosi alle ginocchia cercando di rallentare i battiti del cuore che le martellava nel cervello; quando si drizzò, le sembrava che le voci si fossero riavvicinate nuovamente. Scese il sentiero che portava alla spiaggia sottostante, questa volta con passo attento e sicuro data la ripidezza. Giunta che fu in fondo, si concesse di guardare un attimo il mare mentre il sangue tornava a circolare normalmente e il battito riprendeva regolarità.
“Non serve a niente riuscire a scappare se muoio lungo la strada… Guarda Glendir, visto che bello il tramonto sul mare?”. Il sole estivo infatti era basso sull’orizzonte e aveva disciolto nell’acqua il tipico colore arancio-rossastro del tramonto; le ombre si allungavano e la spiaggia sembrava immersa in una tranquillità surreale.
Maryan prese a passeggiare placidamente, rapita da quello spettacolo.
“Non è quella là?!”
“Si, riconosco il cane!”
“Ehy tu, ferma!!”
Le urla dei soldati la riportarono bruscamente alla realtà facendola trasalire. Era sicura che non sarebbero mai riusciti a scendere il sentiero con i cavalli e le pesanti armature, e per questo aveva indugiato; purtroppo non si era resa conto però che c’era un altro sentiero…Per sua fortuna erano ancora abbastanza lontani da lasciarle una qualche chances di fuga. Si mise a correre e sentì gli altri partire al galoppo: solo un modesto tratto di spiaggia ora la separava dalla prigione.
La spiaggia curvava bruscamente, Maryan pensò di cercare un nascondiglio di fortuna nel momento in cui sarebbe scomparsa per qualche minuto alla vista delle guardie, sperando nella loro miopia e stupidità (l’ultima,tra l’altro, l’aveva già constatata il giorno prima). Girato l’angolo ebbe un attimo di panico: nessun masso, nessuna possibilità di nascondiglio, solo un vecchio che stava fumando la pipa seduto ai piedi di una baracca mezza corrosa dal sale e dal vento. Aveva un volto raggrinzito e segnato da una cicatrice; stava guardando immobile il tramonto con gli occhi semichiusi. Maryan volò letteralmente verso di lui e con il fiato che le rimaneva cercò di spiegargli la sua situazione:
“Perdonatemi…mi serve…aiuto… Soldati…sono innocente…c’è stato… un ….errore… serve… un nascondiglio” farfugliò tra un rantolo e l’altro. Il vecchio indicò la baracca senza proferire parola; Maryan dopo averlo guardato un istante un po’ perplessa, vi ci si catapultò dentro, appiattendosi contro una parete e rimanendo in attesa. Glendir era accanto a lei.
Dopo meno di un minuto, si sentì il suono degli zoccoli dei cavalli:
“Vecchio, hai visto passare una ragazza con un cane?” disse una guardia
Il vecchio non rispose.
“Mi senti, vecchio?!” insistette.
“Secondo me è morto” esclamò ridendo un altro
“Lascia stare, non vedi che sta dormendo?” intervenne il terzo.
“Con la pipa in bocca accesa?” disse il primo, sospettoso.
“Ma sì, non vedi che è un povero rimbambito? Andiamo, quella dannata ladra corre più veloce del mio cavallo, non perdiamo altro tempo!”
Le guardie ripartirono spronando i cavalli senza badare più al vecchio. Maryan, nel frattempo, si rese conto di essersi dimenticata di respirare; trasse un profondo sospiro di sollievo e sorrise, contenta di averla fatta franca per l’ennesima volta.
Uscì dalla baracca e andò incontro al vecchio “Grazie” gli disse “è raro trovare persone generose a questo mondo. A parte me, ovviamente”. L’uomo non rispose, si limitò a stringersi nelle spalle. “Vorrei potervi ringraziare adeguatamente. Penso che…” ma le ultime parole furono interrotte dal brontolio del suo stomaco. Il vecchio alzò gli occhi verso la Mezz’elfa: “vieni dentro” disse secco. Aveva una voce profonda e forte, tutta la sua persona emanava un senso di rispetto malgrado l’evidente povertà. Maryan non pensò neppure un istante di contravvenire a quello che, più che una richiesta , era un vero e proprio ordine. Lo seguì incuriosita di nuovo dentro la baracca, dove nel frattempo si era trascinato con fatica.
“Chissà quante ne ha viste quest’uomo” si disse, profondamente ammirata. La capanna aveva un unico locale che fungeva da cucina e camera da letto; su un piccolo tavolo grezzo era appoggiato un pezzo di pane e un fiasco mezzo vuoto di vino. L’uomo indicò quelli e lo sgabello fatto a mano probabilmente dallo stesso, come tutto il resto d’altronde. Maryan scosse la testa.
“No no grazie, non ho fame” . Il vecchio la fissò con occhi severi, ma non disse nulla. La ragazza si mise a tavola senza dire altro e mangiò il tozzo di pane, accompagnandolo con un bicchiere di vino. Lui annuì e si voltò per tornare alla sua sedia, alla sua pipa, al suo tramonto.
“Aspettate!” lo richiamò Maryan “devo sdebitarmi” e prese dallo zaino un pesante sacchetto -uno dei tanti a dire il vero- appoggiandolo sul tavolo. Dentro dovevano esserci circa tre o quattro milioni di monete d’oro puro. Per la prima volta sul volto dell’uomo apparve l’ombra di un vero sentimento: senza dubbio era sbigottito. Maryan lo raggiunse e gli strinse la mano sorridendo, lui fece altrettanto e la cicatrice balenò sul suo volto come uno strano sorriso. Non ci fu bisogno di parole, Glendir abbaiò felice e i due si rimisero in cammino.
Il giorno era finito, in lontananza si scorgevano come fiaccole galleggianti le navi del porto. Maryan si sentì orgogliosa del suo atto di gentilezza: dopotutto, si disse che anche Lerajie sarebbe stato felice di sapere che una parte dei suoi soldi erano stati utilizzati per una buona causa…
postato da: Aislin alle ore 14:24 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•venerdì, 06 giugno 2008.•:*¨
La dedico a colei che mi ha giudato fino ad oggi nella mia vita, con il suo spirito e con il suo grande amore, contribuendo a rendermi ciò che oggi sono.
Mai come ora negli ultimi tre anni la sento così vicina, forse perchè finalmente sei riuscita a liberarti.

Il Cerchio della Vita

...E un bel giorno ti accorgi che esisti,
Che sei parte del mondo anche tu
Non per tua volontà, e ti chiedi chissà
Siamo qui per volere di chi?
...Poi un raggio di sole ti abbraccia,
I tuoi occhi si tingon di blu
E ti basta così, ogni dubbio va via
E i perché non esistono più.

E' una giostra che va questa vita che
Gira insieme a noi e non si ferma mai
E ogni vita lo sa che rinascerà
In un fiore che ancora vivrà.

Poi un soffio di vento ti sfiora
E il calore che senti sarà
una forza di cui hai bisogno,
Se vuoi resterà forte dentro di te.
Devi solo sentirti al sicuro
C'è qualcuno che è sempre con noi.
Alza gli occhi e se vuoi
tu vederlo potrai
e i perché svaniranno nel blu.

E' una giostra che va questa vita che
Gira insieme a noi e non si ferma mai
E ogni vita lo sa che rinascerà
In un fiore che vita sarà.

E' una giostra che va questa vita che
Gira insieme a noi e non si ferma mai
E ogni vita lo sa che rinascerà.
In un fiore che ancora vivrà.
ancora vivrà...




Ho sempre pensato che questa canzone avesse in sé una sua spiritualità, che non è quella della mentalità occidentale, così triste e a volte squallida. Il mio culto della morte rispecchia per certi versi quello dell’Oriente, o degli indiani, e si rivolge solo agli spiriti degli antenati. Non ho mai creduto in Dio, e per anni ho odiato il solo parlarne, ora invece diciamo che sono in una “pacata consapevolezza” della solitudine del mondo; o magari, come dicono gli epicurei, se anche esistesse una sorta di creatura superiore all’uomo, evidentemente non si cura dell’uomo o forse non sa nemmeno della sua presenza. Ma per quanto consideri insignificante Dio, sono fermamente convinta che ogni cosa abbia un’anima sua particolare, perché nulla prova il contrario e tutto lo conferma.

E’ strano (ma forse neanche troppo) come mi senta sollevata ora che sei morta, è come se ci fossimo riuniti di nuovo tutti e tre; finalmente riesco a guardare la tua fotografia in cui mi sorridi dolcemente, e sorriderti anche io senza un peso nel cuore. Tre anni ho pianto per te, il primo anno credevo sarei morta anch’io, e nessuno capiva la mia autodistruzione perché nessuno sapeva cosa davvero ci legava; eri la mia amica e confidente, sapevi ogni mio sogno e ogni mia speranza, eri l’unica che conosceva tutti i miei segreti. Ed io ero l’unica a starti accanto quando quella sveglia suonava da sola, o quel carillon, e speravo come te che potessero essere qualcosa di più che oggetti rotti. Due notti prima che ti accadesse ciò che ti ha uccisa ero accanto a te, ma non potevo dormire: per tutta la notte ho pianto senza che comprendessi il perché, con un dolore nel cuore che solo poche ore più tardi avrei capito. Non sono mai riuscita a spiegare questa cosa, ma sono certa che tu stessa avvertivi la morte,ed io con te, perché negli ultimi mesi ne parlavi spesso come se fosse una cosa imminente. Ho iniziato a piangerti solo dopo qualche tempo; il legame spezzato era così profondo che ha impiegato settimane ad arrivare alle lacrime. Mi avevi lasciata sola, poi ho trovato un’altra anima che si è legata alla mia e ho ritrovato la speranza; ma ora ti sento di nuovo qui, e so che non potrò mai più sentirmi sola, perché le anime dei morti a volte fanno più compagnia che i vivi.

Quello che ho paura di affrontare però è il carosello di riti e celebrazioni inutili che già è cominciato, e tutto dovrà essere cupo e solenne, nero e tragico, senza un motivo. La vestiranno di verde chiaro, “perché è più consono”: io volevo che la vestissero com’è nella fotografia in cui sorride, che è così bella, ma il rosso non va bene perché è allegro. Vorrei un funerale all’aperto, senza chiesa ed incenso, con questa canzone in sottofondo che tanto si addice a momenti come questo…

Perché la vita va avanti e gira attorno a noi, e noi vivremo in chi lasceremo indietro così come faremo vivere chi ci ha preceduto, senza disperazione, perché tutto è stabilito nel contratto che abbiamo firmato noi stessi quando siamo apparsi. C’è tristezza per chi non rimane con noi, ed è giusto che sia così, ma dopo aver pianto è bello sorridere di ciò che è stato, anche se non potrà mai più ritornare…

 


postato da: Aislin alle ore 09:43 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•martedì, 03 giugno 2008.•:*¨
Per l'ennesima volta mi siedo davanti al pc con la voglia di scrivere qualcosa di vagamente sensato, perchè ne sento il bisogno, ma ancora non trovo nulla che possa soddisfarmi.
Di cose da dire ce ne sarebbero tante, ma è come se non trovassi più le parole per esprimerle.
La mia vita in questi mesi è cambiata davvero tanto, ma se in meglio o in peggio è difficile da definire; alcuni punti rimangono saldi, è vero, ma questo sconvolgimento mi ha provata più di quanto potessi mai immaginare. Mi sento psichicamente stanca, senza averne motivo, e demotivata: inizio a rendermi davvero conto che costruire la propria vita è dannatamente difficile, se non ci si vuole accontentare.
Non accetto compromessi, come non sono mai tornata indietro sulle scelte che ho fatto; solo inizio a capire che la vita che voglio sarà dura, perchè prima o poi dovrò camminare da sola e questo per la prima volta mi spaventa.
Fino all'anno scorso sentivo di non aver questo bisogno morboso di sicurezza che ora avverto, credevo che una volta scelta la mia via tutto sarebbe stato facile e piacevole; ripensandoci ora, ciò che immaginavo era davvero l'utopia della vita perfetta, che non prendeva minimamente in considerazione la fatica che comportano le proprie decisioni.
Credevo che avrei finalmente trovato la libertà, ma mi sento come se mi avessero semplicemente allungato il guinzaglio...
Idea sbagliata forse. Pensandoci bene tutto ciò è traducibile con una sola parola: paura; una specie di "horro vacui" che mi fa dubitare di tutto, e forse anche giustamente. Dopotutto, è una nuova vita.

Non mi sono mai ritenuta una codarda, e sento che le mie scelte sono state giuste: so cosa devo fare, e so come farlo; non mi rimane che chiudere gli occhi e buttarmi...
postato da: Aislin alle ore 22:01 | Permalink | commenti
categoria:
¨*:•venerdì, 23 maggio 2008.•:*¨
Era da tanto che non mi sedevo sul letto, le finestre spalancate, a guardare la pioggia; e poco importa se qualche goccia entra e mi bagna, è una sensazione che ho sempre amato.
Ho cercato di ricordarmi i profumi della pioggia, di quando i temporali mi sorprendevano durante i pomeriggi nei parchi, ma sono cambiati. Niente è più come era quando avevo 10 anni, nessun pensiero, e la vita era bella.
Non che ora mi lamenti, in fondo credo che la mia strada sia questa e non mi dispiace; quella che vorrei non esiste e forse non è mai esistita, forse è il caso di dimenticare quella che porta all'Isola che non c'è.
Sono soddisfatta di come sia sempre riuscita a mantenere la mia vita avvolta dalla magia, la considero ancora una favola come quando ero bambina e mi dicevano che ero caduta dal pianeta degli Unicorni (un pò come E.T. insomma).
La mia è una favola reale, con i limiti della vita di tutti i giorni, che ha visto periodi neri, come periodi di arcobaleno, ma è sempre stata una favola.
 
postato da: Aislin alle ore 15:51 | Permalink | commenti (1)
categoria: